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DOCUMENTARI |
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ANNO 2018: VERRÀ LA MORTE
di Giuliano Bugani, Salvatore Lucchese
2008, MiniDV, 40’, documentario
Soggetto, sceneggiatura: Giuliano Bugani; fotografia,
montaggio, produzione e distribuzione: Salvatore Lucchese;
musica: Rossella Vigneti e Giuseppe Ruggeri.
Milioni di persone sono venute in contatto con l’amianto,
non solo lavoratori ma anche comuni cittadini. L’amianto è
un minerale naturale fortemente cancerogeno che è stato
utilizzato per oltre 40 anni per l’isolamento di edifici,
tetti, navi, treni, per fabbricare vernici, tegole,
pavimenti e tubazioni. Solo nel 1992 l’uso dell’amianto è
stato vietato in Italia.
Imprenditori dell’industria privata e dello stato, medici,
sindacalisti, dirigenti aziendali, multinazionali
conoscevano già da tempo la nocività di questo materiale ma
hanno taciuto. La scienza affermava: “L’amianto provoca il
tumore” e intanto i lavoratori continuavano ad essere
esposti quotidianamente. Sino ad oggi sono centinaia di
migliaia le morti in Europa causate dall’esposizione
all’amianto e il numero è destinato a crescere. Prima di
scoprire la triste eredità dell’amianto dovremo attendere
trent’anni, forse quaranta.
Il picco delle morti da amianto è previsto per il 2018.
Giuliano Bugani, 1961,
Bologna. Operaio metalmeccanico, poeta e giornalista e
autore dei documentari: Liberate Silvia (2005), I ragazzi
del Salvemini (2006), Quella notte al Leoncavallo (2007).
Salvatore Lucchese,
1982, Messina. Laureato al Dams di Bologna è autore di
documentari e videoclip. Tra le sue opere: Acquabianca.
Eritrea 2005 (2005), Live in Panciu (2007), Boloboogie
(2008).
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CAMMINAMARE LIGURIA
di Elisa Nicoli
2008, Mini DV, 58’, documentario
Soggetto, fotografia, montaggio, suono, produzione e
distribuzione: Elisa Nicoli; musica: Gianni Donnigio,
Donvito, Ateneriena Project.
Cartoline in movimento dalla costa ligure. Bellezza e
bruttezza convivono in uno spazio ristretto, si
sovrappongono, si confondono, fanno male, fanno sperare…
Luglio 2008. Riccardo Carnovalini, fotografo e camminatore,
torna a percorrere dopo 23 anni le coste della Liguria. 19
tappe, 390 chilometri, da Carrara ai Balzi Rossi.
Elisa Nicoli, si laurea
nel 2005 in scienze della comunicazione. Nel frattempo
cominciano alcune collaborazioni lavorative nell’ambito
dell’audiovisivo. Lavora per un anno con la regista Costanza
Quatriglio e il produttore Rean Mazzone a Roma. Tra i suoi
documentari: Acqua? (2005), Giorno (2006), Filiera corta
(2007) prodotto da AIAB – Associazione Italiana Apicoltura
Biologica, ComminAmare Liguria (2008).
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CILENTO. STORIE
DI PANE E DI GRANO
di Piero Cannizzaro
2008, DVCam, 27’42’’
Soggetto, sceneggiatura, sceneggiatura: Piero Cannizzaro;
fotografia: Vasile Caplescu, Piero Cannizzaro; montaggio:
Ecyr Prado; musica: musica popolare, Lamberto Macchi,
Antonio Arena; produzione e distribuzione: Emme Audiovisivi
SRL.
Tra le valli del Monte Gelbison, e del monte Gervati in
provincia di Salerno vive una coppia molto particolare.
Angelo e Donatella si sono trasferiti dalla città alla
campagna per cominciare una vita a contatto con i ritmi e i
tempi della natura, dedicandosi alla coltivazione di
un’antica qualità di grano conosciuto sin dai tempi dei
Romani: “l’antico carosella”. Una testimonianza scritta di
questo antico cereale si trova in alcuni documenti
pubblicati a Parigi nel ‘700.
In alcuni giorni particolari con la farina del “carosella”
preparano il pane in forme artistiche che vendono ad alcuni
estimatori e clienti affezionati. Grazie al loro lavoro
adesso sono in molti a conoscere questo antico cereale che
viene sempre apprezzato anche dai clienti di trattorie e
ristoranti dove si cucinano e vengono proposti i piatti
della tradizione.
Piero Cannizzaro,
laureato alla Statale di Milano in Scienze Politiche, dal
1980 vive a Roma. Nel 1982 pubblica per l’editore Lato Side
“Claudio Lolli”.
Ha scritto e diretto numerosi film-documentari sia
radiofonici che televisivi per la Rai – Mediast – Sky, con i
quali ha partecipato a molti festival nazionali e
internazionali.
Realizza documentari e reportage in America, URSS, Siberia,
Sri Lanka, Sud Africa, Golfo Persico Norvegia, Lapponia.
Isole, la musica, la guerra, le città sotterranee, la
spiritualità, e il monitoraggio dello sviluppo sociale sono
in principali temi di cuio Cannizzaro si è lungamente
occupato per approdare in ultimo alla dimensione del
“glocale” (direttore artistico a Caparbio della rassegna “Il
Glocale nel Documentario 2005”) e della musica etnica
soprattutto nell’Italia del Sud. Segnaliamo a questo
proposito il film-doc La notte della taranta e dintorni, che
dopo essere apparso nel 2002 su Rai International e Raisat,
non ha smesso di venir richiesto e presentato nei festival e
nelle cineteche. Ritorno a Kurumuny, in onda su TV Svizzera
Italiana e Sky-Cult, vincitore del Festival di Ischia 2004,
programmato dalla Cineteca di Milano e dalla Casa del Cinema
di Roma. Retratti dal Salento finalista al Sud-Est Festival
di Siracusa 2005, Roma Film Festival 2005, Cineteca di
Milano 2005. Ritratti di Sicilia di cui fa parte Storie di
dolci Rai Tre, Premio Accademia Barilla al Brescello
Progetto Cinema 2005, Premio Hermes 2005 (Torre dell’Orso –
LE), Premio del pubblico al Festival Internazionale delle
Culture Mediterranee di BOSA (Oristano) 2006, S. Francisco e
Washington (USA), Cineteca di Milano e Casa del Cinema di
Roma 2006, Festival di Slow Food Bra 2006, Ischia Film
Festival 2006, a Londra e in Lussemburgo presso l’Istituto
Italiano di cultura, 2006. A New York presso la New York
University (2007).
Direttore artistico a Capalbio della 1° rassegna del
documentario “Il Glocale nel documentario” a cura di
Capalbio Art 2005.
Tra le sue opere possiamo trovare anche Il cibo dell’anima
(2007), storie di Clausura (2007).
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CRY SEA
di Cafi Mohamud, Luca Cusani
2006, DVD, 54’, documentario
In Senegal ogni giorno 500 pescherecci europei iper
tecnologici rastrellano il mare e pescano tutto il
possibile. In Senegal ogni giorno 15000 piroghe in legno
cercano di pescare quello che rimane e sfamare 600000
persone.
I mari europei sono ormai svuotati e così l’Unione Europea
ha siglato accordi con i paesi africani per pescare nelle
loro acque territoriali. Gli esperti dicono che tra dieci
anni in Africa si arriverà alla situazione europea e ci sarà
una catastrofe umanitaria. Questo documentario è un viaggio
in Europa e Africa in cerca degli attori e dei responsabili
di questa lotta.
Cafi Mohamud, diplomato
presso la scuola del cinema di Milano ha lavorato come aiuto
regista e realizzato diversi documentari per ONG in Bosnia,
Cuba, Brasile. Con Un giorno a Corumbà ha vinto il premio
Chatwin per il documentario di viaggio.
Luca Cusani, ha lavorato
come aiuto regista per la televisione e il cinema. Ha
realizzato diversi reportage per la televisione (RAI 3, La
7) e documentari ONG. Con il reportage Carcere un giorno in
famiglia ha vinto il premio giornalistico Anello Debole come
miglior reportage sociale del 2006.
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DOV’È LA DECRESCITA?
di Luca Casavola, Monica di Bari
2008, Betacam SP, 51’, documentario
Soggetto, Sceneggiatura: Luca Casavola, Monica di Bari;
fotografia: Luca Casavola; suono: Monica di Bari; montaggio:
Gianluca Mattei; produzione e distribuzione: 1000 Pattes
Productions
La società attuale pone i suoi fondamenti nella crescita
economica, condizionando profondamente i nostri stili di
vita. Nonostante la crisi ambientale sia sotto gli occhi di
tutti sono in pochi a chiedersi se la crescita economica sia
compatibile non solo con la sostenibilità ambientale ma
anche la stessa natura umana. Attraverso diverse esperienze
in Italia e in Francia, ed in particolare l’esperienza di un
villaggio ecologico, si riflette sul modo in cui ci
rapportiamo all’ambiente naturale, agli altri, al tempo.
Luca Casavola lavora in
Francia come direttore della fotografia freelance per
diversi progetti di documentari e vive tra l’Italia e la
Francia.
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FOKU – FUOCO SPORCO
di Claudio Bozzatello
2005, Betacam SP, 18’40’’, documentario
Sceneggiatura: Antonio De Luca, Claudio Bozzatello; suono:
Angelo Bramante; montaggio: Massimo Erranti; musica:
originale di Alessandro Boriani; interpreti: Ion Epuran,
Mihai Lupu, Alexandru Popescu, Marcel Stretcu, Mario
Bernasconi; produzione: Claudio Bozzatello – Officine
Magolfa; distribuzione: Ivo De Santis Village.
Foku è la storia di 4 ragazzi e il loro lavoro nelle ex
acciaierie Falk. Jon, Titti, Miki e Sandu sono alcuni tra
coloro che negli ultimi anni hanno vissuto tra i vecchi
capannoni dimessi, estraendo rame e cercando di difendersi
dalle molte insidie. Le immagini di quello che la Falk è
stata in passato vivono attraverso gli occhi del custode che
lega a quelli capannoni i ricordi del suo lavoro, di quello
di suo padre e di moltissimi amici e colleghi.
Claudio Bozzatello, dopo essersi laureato in architettura,
si scrive al corso post laurea in Comunicazioni Sociali
dell’Università Cattolica di Milano, nel frattempo frequenta
la scuola di cinema di Milano dove si diploma. Inizia da
subito a collaborare e curare, come regista, programmi
televisivi Mediaste quali: Le notti dell’angelo, Target,
Natalino Salasso show, Saixchè, Realfighter, Superciro, Lo
spaccanoci, Rtv ed altri, realizza per Noys - Sony
Entertainment alcuni videoclip musicali. Foku è il suo primo
cortometraggio.
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FRATELLI DI TAV- EFFETTI COLLATERALI DEL TRENO AD ALTA
VELOCITÁ
di Manolo Luppichini, Claudio Metallo
2008, Betacam Sp, 60’, documentario
Fotografia, suono, scenografia: Manolo Luppichini, Claudio
Metallo; musica: Okapi; produzione e distribuzione: Candida
TV- Teleimmagini.
Insieme ad una manciata di videomakers, girando mezza Italia
all’inseguimento dei binari ad alta velocità. Dalle voci e
dalle immagini registrate emergono storie poco conosciute e
gli effetti collaterali della più grande opera italiana.
Claudio Metallo, Campora
(CS). Ha realizzato vari cortometraggi e collabora con la
Telestreet di Bologna Teleimmagini. Curatore di rassegne
cinematografiche nello spazio pubblico autogestito XM24 di
Bologna. Attualmente vive e lavora a Roma e lavora come
aiuto regista e montatore per Al Jazeera. Fratelli di TAV è
il suo secondo lavoro.
Manolo Luppichini, Roma.
Regista pubblicitario è tra gli autori ed animatori di
Candida TV e de La Chiesa dell’Elettrosofia. Ha girato
moltissimi documentari e cortometraggi tra cui Super Video
(2001) e Rebel Colours (2000). Collabora con la Fondazione
Angelo D’Arrigo.
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L’ITALIA
CHIAMO’
di Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni
2008, MiniDV, 45’
Fotografia: Leonardo Brogioni; montaggio: Matteo Scanni;
suono e musica: Angelo Miotto; produzione e distribuzione:
On/Off.
Quattro militari italiani che hanno partecipato alle
missioni di pace in Bosnia, Kosovo e Iraq cercano un
difficile ritorno alla vita dopo essersi ammalati di tumore
dormendo nelle caserme bombardate con proiettili all’uranio
impoverito. Luca, Emerico, Angelo, Salvatore: quattro storie
di solitudine e dignità, intrecciate in un destino che
accomuna 2500 soldati colpiti dalla Sindrome dei Balcani, un
male che ha già ucciso 164 giovani partiti per servire la
divisa. Diario intimo di una generazione che rischia
l’estinzione.
Leonardo Brogioni.
Firenze, 1965. Giornalista e fotografo, si trasferisce a
Milano dove nel 1989 si diploma alla scuola di fotografia
del Centro Formazione Professionale della Regione Lombardia
Riccardo Bauer.
Nel 1992 è uno dei venti fotografi europei selezionati per
partecipare al Kodak Panorama of Young Professional
Photography, la cui mostra si svolge durante gli Incontri
Internazionali di Fotografia di Arles. Dal 1993 è
giornalista pubblicista. Nel 1998 vince il Premio AFIP per
la fotografia italiana di ricerca nella sezione reportage.
Dal 1999 al 2002 scrive di fotogiornalismo sulla rivista
Progresso Fotografico e dal 1999 collabora con il
settimanale Cuore. E’ docente di Fotogiornalismo dal 2000
all’Istituto Europeo di Design e dal 2006 alla Scuola di
Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Dal 2003 fa
parte del consiglio direttivo e collabora con l’associazione
Fotografia&Informazione. E’ uno dei fondatori
dell’associazione culturale Polifemo che dal 2003 opera
nell’ambito della cultura fotografica presso la Fabbrica del
Vapore di Milano. Attualmente si occupa di fotografia
editoriale all’interno del collettivo fotografico Polifemo
Fotografia, senza trascurare la personale ricerca
fotogiornalistica.
Angelo Miotto.
Giornalista professionista, ha lavorato dal 1992 a Radio
Popolare-Popolare Network, con qualifiche di redattore,
inviato, ideatore, regista e curatore responsabile di
svariate trasmissioni di informazione. Dal 2004 è stato
ideatore e curatore di Pop line, la linea di informazione e
approfondimento quotidiano del pomeriggio. Dal 2006 ha
ideato e realizzato Radiocronache, 34 inchieste radiofoniche
sul territorio. Per Radio Popolare è stato inviato in
America Latina e in Europa, Italia e Spagna, dove nel 1997
ha seguito gli sviluppi del conflitto basco con numerose
inchieste sul campo. Insieme a Giovanni Giacopuzzi è autore
del libro Storie basche. Ha scritto per il teatro e nel
1997, insieme a Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno, ha
fondato l’ensemble di musica contemporanea Sentieri Selvaggi
con cui ha partecipato a diverse tournée internazionali.
E’ autore dell’audio-installazione Irakifridom (con Elio de
Capitani) e della video-installazione Stabat Mater (con
Francesco Frongia), dedicato alle madri argentine, di Beslan
e a Heidi Giuliani.
Da luglio 2007 è caporedattore all’agenzia di informazione
PeaceReporter.
Matteo Scanni.
Giornalista, vive e lavora a Milano, dove coordina la
redazione della Scuola di Giornalismo dell’Università
Cattolica e insegna Giornalismo d’Inchiesta. Freelance,
autore di reportage a sfondo sociale, si è occupato di vari
temi tra cui: amianto killer, rifiuti tossici, spionaggio
industriale, traffico di permessi di soggiorno.
Ha prodotto cortometraggi in cui si è occupato di varie
tematiche sociali: Carte bollate-Stampa libera, Lavorare
dietro le sbarre, Camion neri, Un tetto soprattutto,
Skinhead! Latin Kings, i re della strada, Bruno Brancher,
tra mala e poesia.
Ha prodotto e diretto vari reportage, tra cui: Il paese del
maiale (finalista Premio Ilaria Alpi 2005), O Sistema
(Premio Ilaria Alpi 2006 – categoria Produzione), Cronache
basche – Euskal kronikak (co-regia con Angelo Miotto). Ha
scritto per il teatro e inchieste e reportage per testate
quali Mondo, Il Corriere della Sera, L’Espresso, D Donna,
Diario. E’ direttore del bimestrale di antropologia Achab.
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MBEUBEUS
di Simona Risi
2007, HDV, 15’, documentario
Soggetto, fotografia, montaggio, produzione e distribuzione:
Simona Risi; musica: Library; interpreti: Mame Ngore.
Ogni giorno nella discarica di Mbeubeus arrivano i rifiuti
della città di Dakar. 1300 tonnellate al giorno di rifiuti
di ogni genere: domestico, industriale, sanitario. Qui tutto
viene diviso e venduto.
L’area della discarica a ridosso della città di Malika è
contaminata da sostanze tossiche presenti nell’aria e nella
terra dove si coltiva a pochi metri dalla montagna di
rifiuti. Più di duemila persone vivono del lavoro della
discarica: chi recupera, chi vende, chi compra, chi ripara e
ricicla.
Mame Ngor è uno dei trecento bambini che lavorano in
discarica come recuperatori. Racconta la sua giornata, che
stupisce per la sua organizzazione e normalità.
Simona Risi, Milano,
1970. Ha realizzato programmi televisivi, spot, videoclip e
documentari. Tra quest’ultimi ricordiamo: Ecomoda (1997),
Ritmi Urbani (1998), Sahel (2000). Ha partecipato inoltre a
numerosi festival: Nunca Mais Festival (2003), Ecovision
(2005 e 2006), Cinemambiente Torino (2006), Corto Marche
(2006).
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MURGIA
FENOMENO CARSICO (3° Episodio)
di Cosimo Terlizzi
2008, Betacam SP, 17’
Sceneggiatura, montaggio, fotografia e produzione: Cosimo
Terlizzi; suono: Luca Piga; Costume: Luca Giannola; musica:
Chopin, Grieg, Prokoviev, Dvorak; interpreti: Pino Malerba,
Anna Rispoli.
E’ un viaggio insolito nel parco nazionale dell’Alta Murgia.
Un autista indigeno ed una voce sensuale ci accompagneranno
alla scoperta di una terra sorprendente ricca di tesori
nascosti sotto un paesaggio apparentemente arido e spoglio.
Cosimo Terlizzi, nato a
Bitonto nel 1973, ha seguito un percorso di studi artistici
parallelamente all’approfondimento di varie media usati
nell’arte audiovisiva. Realizza opere in fotografia ed in
video. Vive e lavora tra Bologna e Bruxelles.
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La programmazione del film OIL è momentaneamente in stand
by per motivi legati al contenzioso in corso tra la Saras,
oggetto del film, ed il regista |
OIL
di Massimiliano Mazzotta
2008, DVCam, 77’
Soggetto, produzione e distribuzione: Massimiliano Mazzotta;
fotografia: Francesco e Massimiliano Mazzotta; interpreti:
Abitanti di Sarroch, Renato Soru, Dirigenti Saras, Massimo e
Gianmarco Moratti.
In Viaggio, in vacanza, a molte persone capita di
attraversare, velocemente e tappandosi il naso, paesi come
Sarroch. Alcuni possono essere attraversati dall’idea di
fermarsi a vivere per un breve periodo. Conoscere donne,
uomini, bambini, ragazzi, pensionati. Ascoltare gli abitanti
di questo paese, le esperienze di vita e di lavoro. Com’è
vivere e lavorare qui? Avendo come vicino di casa
un’industria a forte impatto ambientale. Negli ultimi
anni esiste un’inversione di tendenza con un ritorno
all’agricoltura (coltivazioni in serra) e la volontà di
rilanciare l’industria turistica, attività che negli anni
hanno subito una riduzione del loro spazio anche
per l’assenza totale di garanzie sulla qualità dei prodotti.
Gli abitanti di Sarroch non chiedono la chiusura della
Raffineria ma la difesa della salute di chi lavora dentro e
di chi vive fuori.
Massimiliano Mazzotta,
nato a Lecce nel 1972, a 18 anni ha cominciato a lavorare
con fotografi affermati nel mondo della moda e della
pubblicità. La sua passione per il reportage fotografico lo
ha portato a sviluppare brevi storie riprese con videocamera
digitale. Tutto parte senza seguire una sceneggiatura, da
quella che potrebbe essere un’immagine, uno scatto
fotografico. Vive e lavora a Milano.
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PANCEVO
di Antonio Martino
2007, 27'soggetto, sceneggiatura, fotografia, montaggio,
produzione: Antonio Martino; musica: Foia, Isan
Pancevo, una piccola cittadina a 15km da Belgrado, in
Serbia, è sede di uno dei più grandi complessi industriali
dell’Ex Yougoslavia. Durante la guerra dei Balcani la Nato,
con il benestare dell’Europa bombarda pesantemente questo
complesso industriale causando volutamente una enorme
catastrofe ambientale distruggendo quasi completamente le
già mal funzionanti industrie Yugoslavia.
Enormi quantità di sostanze tossiche come l’ammoniaca, il
cloruro monomero, il mercurio si riversano in grandi
quantità nella natura. Come se non bastasse la Nato non ha
mai risarcito i danni provocati alle tecnologie di queste
industrie, che sono state riparate dagli operai stessi senza
alcun tipo di controllo e quindi oggi si verificano
sistematicamente dagli impianti fughe di benzene e altre
sostanze tossiche nell’aria.
A distanze di nove anni dalla guerra dei Balcani, oggi a
Pancevo, la città più inquinata d’Europa, muore in media un
uomo al giorno
Antonio Martino, giovane
regista calabrese, vive e lavora a Bologna.
Dopo la laurea al Dams nel 2004, avendo già collaborato con
Ong (ANPAS Emilia-Romagna- Gruppo Yoda) ed alcune
associazioni di volontariato, gira “Fatma Aba-ad. Come ho
imparato ad amare i Saharawi”, realizzato nel deserto del
Sahara presso i campi profughi Saharawi. Ha collaborato con
la POLIVISIONI, un gruppo di filmakers indipendenti con cui,
nel 2003, affronta il problema dell'antiproibizionismo in
Italia girando il documentario Siamo fatti così, che vede
come attore principale Freak Antoni, cantante degli Skiantos.
Già dal 2004 la sua costante diventa la ricerca della realtà
che lo porta ad avvicinarsi a luoghi e temi difficili. Nel
2005 arriva fin sotto il reattore nucleare di Cernobyl e
gira "Noi siamo l'aria, non la terra" documentando le
attuali condizioni di vita e le conseguenze subìte dalla
popolazione che vive nei pressi di della centrale nucleare
di Chernobyl a diciotto anni di distanza dalla catastrofe.
Nell’inverno del 2006 gira Blu Panorama nei pressi del CPA/CPT
di Isola di Capo Rizzuto, Crotone. Nel 2005 decide di
analizzare le condizioni dei bambini che vivono in una
società che a stento cerca di riprendersi dopo gli orrori
post Ceusescu. Gira “Gara de Nord_copii pe strada” con il
solo apporto di una piccola telecamera palmare più o meno
nascosta ed un budget pari a zero. Antonio Martino nel
settembre del 2007 viene premiato dal presidente della
Repubblica Italiana Giorgio Napoletano per l’alto valore
educativo e sociale dei suoi film.
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VIETATO
RESPIRARE
di Riccardo Farina, Pietro Menditto e Diego Fabricio
2008, MiniDV, 31’, documentario
Soggetto, sceneggiatura: Riccardo Farina; fotografia, suono:
Pietro Menditto; montaggio: Diego Fabricio; interpreti: I
napoletani; produzione: Chisciotte.
Un documentario autoprodotto sull’emergenza rifiuti a
Napoli. L’accento è posto sulle malattie tumorali, tipiche
di zone industriali, che colpiscono i cittadini che vivono
nelle zone agricole di Pianura, Montruscello e Taverna del
Re. E ora, i una delle zone più fertili d’Italia si fa
fatica anche a respirare…
Riccardo Farina, aiuto
di regista di Silvano Agosti, inizia la sua carriera col
documentario Qui Milano Libera sulle lelezioni politiche del
2006, gira anche il corto Radio Foppa, premiato al Festival
di Reggio Emilia , Fuori Controllo FilmFestival nel 2008
gira Vietato respirare, insieme a Pietro Menditto e Diego
Fabricio, con interviste di Pietro Ricca.
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FIICTION |
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ENERGY
HUNTER
Cacciatore di energia
di Albert Arizza
Spagna, 2005, DVD, 7’, fiction
Sceneggiatura: Albert Arizza; fotografia: Pablo Pro;
montaggio: Alejandro Ejecutor; musica: Pink Floid;
scenografia: Catalina Parra; produzione: Monica Goyanes –
Goyanes Films.
Anno 3740, Truk e il suo assistente a bordo della loro nave
spaziale Melies XIII atterrano sulla terra in cerca di
energia pulita.
Albert Arizza, nato nel
1978. Ha studiato regia a Madrid e ha imparato le tecniche
classiche di animazione presso i Walt Disney Studios a
Parigi. Attualmente sta lavorando al suo primo
lungometraggio. Tra le sue opere: Only for a Tango (2000),
Pandora (2001), Room 18 (2003), The Road Screts and Leyends
(2004), Energy Hunter (2005).
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HEKURISHTJA
Ferraglia
di Burim Haliti
Kosovo, 2007, 26’, fiction
Soggetto, sceneggiatura, montaggio e musica: Burim Haliti;
fotografia: Artan Korenica; suono: Adhurim Kida; interpreti:
Xhelal Haliti, Valina Muqolli, Sabedin Shahiqi; produzione:
Blerim Gjoci
Kosovo. Maksut, che ha un figlio e una moglie a carico, ha
come unica fonte di reddito la raccolta e la vendita di
rottami di ferro e di altri materiali. Spesso e volentieri
il giovane Alban accompagna il padre nei suoi giri alla
ricerca di ferraglia da rivendere, trascurando la scuola. A
causa della difficile situazione economica, fra moglie e
marito non scorre buon sangue; i litigi fra i due, inoltre,
hanno spesso come oggetto l’educazione del ragazzo che
rischia la bocciatura a causa delle numerose assenze. La
povertà ha reso Maksut cinico e senza scrupoli, tanto che,
nonostante sia un riconosciuto patriota che ha combattuto
contro l’invasione dei serbi, alla fine compie un’azione che
sconvolge tutto il villaggio…
Burim Haliti, Pristina (Kosovo),
1981. Dal 2000 è iscritto alla Facoltà d’Arte
dell’Università di Pristina. Ha iniziato studiando
recitazione, proseguendo poi la sua formazione dedicandosi
alla regia. Tra i suoi lavori contiamo numerosi
cortometraggi come: Kurreshtari, 10 minuta, Toka ime, Faqja
e parafundit, So mete me punu; alcuni documentari: Folklori
Shqiptar, Treni ne kosove shek XXI; una serie televisiva:
Cimerat, Hekurishta. Hekurishtja ha vinto il Premio come
Miglior Fiction al Tirana International Film Festival del
2007 e il Premio come Miglior Cortometraggio al Festival
Nine Eleven di Pristina.
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POLVERE
di Ivan Gergolet
2009, 35mm, 18’, fiction
Sceneggiatura: Alfio Dilena, Ivan Gergolet; fotografia:
Debora Vrizzi; montaggio: Nicola Piovesan; musica: Luca Ciut;
suono: Francesco Morosini; interpreti: Francesco Carnelutti,
Davide Del Degan, Maria Grazia Ghetti; produzione:
transmedia – Igor Prinčič.
Polvere. Impalpabile. Irrespirabile. Non te ne liberi più.
Penetra ovunque. Dai piedi ai capelli, nella gola, nelle
orecchie, dappertutto, nell’aria, come se nevicasse.
L’abbiamo mangiata tutti.
Ivan Gergolet, Monfalcone,
1977. Laureato presso il Dams Cinema
all’Università di Bologna. Vive a Trieste. Tra le sue opere:
Migranti (2002), Akropolis (2006), Quando il fuoco si spegne
(2006), Luna Park (2007).
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SHЇNE
Splendore
di Cédric Balet, Mathias Capdet, Emilien Escande, François
Jurado
Francia, 2008, Betacam SP, 5’47’’, Animazione
Sceneggiatura, montaggio, scenografia e fotografia: Cédric
Balet, Mathias Capdet, Emilien Escande, François Jurado;
musica: Lengagne, suono : José Vicente; Produzione: ESMA.
In una città fortemente inquinata da un’industria
energetica vive un bambino che un giorno vede un misterioso
raggio di sole splendere attraverso la spessa coltre di fumo
grigio che nasconde il cielo…torna
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SPEKTR
THINGS THAT GO BUMP IN THE NIGHT
di Thomas Pors
2009, Betacam SP, 3’, animazione
Sceneggiatura, montaggio: Thomas Pors; musica: Spektr;
produzione: Simulakrum.
Le eterne meraviglie dello spazio e del tempo. Sogni e
misteri lontani di altri mondi, di un’altra vita…
Thomas Pors, nato nel
1973. Nel 2004 si diploma regista di film d'animazione
presso la National Film School Of
Denmark. Tra i suoi lavori: Instanotron 3000 (2000), Tvilling (2002) e Cirkus (2004).
Ha realizzato effetti speciali, animazioni e titoli per diversi film.
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