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PORTO MARGHERA:
GLI ULTIMI FUOCHI
di Manuela Pellarin
2004, 54’
Soggetto e sceneggiatura: Manuela Pellarin, Enrico Soci;
fotografia: Giovanni Andreotta; montaggio: Massimiliano Corò;
produzione: Controcampo produzioni.
La storia della parabola di Porto Marghera raccontata
attraverso le testimonianze di persone che hanno legato il
proprio destino a quello di uno dei principali poli
industriali italiani. Storie di uomini e di fabbriche, di
lotte e di progetti. Oggi sono rimasti in pochi a difendere
i pochi posti di lavoro. I segni di questa storia che si
estingue sono ancora leggibili e si colorano, oggi, di nuove
sfumature. Gli stabilimenti industriali vengono smantellati.
Occasionalmente, in attesa di essere demoliti, offrono breve
rifugio a immigrati clandestini. Poche fiaccole per le
lavorazioni chimiche affermano che qui, in quello che fu il
più grande polo chimico d’Europa, si produce ancora.
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Manuela Pellarin, Pordenone, 1956. Dopo la laurea in
Storia del Cinema all’Università di Trieste nell’1982, si
trasferisce a Roma fino al 1991 lavorando come assistente al
montaggio in numerosi film, tra cui: La visione del Sabba
di Marco Bellocchio, Palombella Rossa di Nanni
Moretti, La neve sul fuoco di Marco Tullio Giordana,
Ladro di bambini di Gianni Amelio. Dal 1992 vive e
lavora a Venezia. Qui collabora con la Controcampo
produzioni: monta la serie di documentari Oltremare
sulla vita degli immigrati italiani in Sud America. Nel 1997
monta il cortometraggio di Giovanni Andreotta Sebastiano.
Nel 2002 monta il documentario Aiud: la nave dei dannati.
Nel 2003 realizza per la mostra Dietro la lavagna al Centro
Candiani di Mestre il video montaggio I sogni della
cartella. |
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